Menu

Chi Siamo

Chi Siamo

Era il 1953 quando la Pasticceria Bar Bressan nacque da un idea di Bressan Elda, che coadiuvata dal marito Buzzo Saler Tita, aprì l’attività in Vicolo Venagli “Piazza Roma Santo Stefano di Cadore”, Producendo pasticceria tradizionale.
Apprezzati dai clienti furono il tiramisù nel bicchiere, lo strudel, la torta sabbia, i dolci da cerimonia in particolare il Saint Honorè decorato con lo zucchero filato e il gelato al mirtillo.
Nel 1980 la gestione passò al figlio Buzzo Giorgio, che aumentò e diversificò la produzione introducendo i semifreddi “come la torta di ricotta”, i bignè allo zabaione, il gelato al mirtillo usando i prodotti locali, dolci con frutta fresca.
Quest’ultimi assieme al gelato al mirtillo furono serviti durante il convivio con il Papa Giovanni Paolo II nel 1987 in Val Visdende.
Nell’ Aprile del 2016 c’è stato il trio ricambio generazionale con il subentro di Buzzo Alessio, che dopo essersi diplomato all’ ALMA Scuola di Cucina Italiana (fondata dal Maestro Gualtiero Marchesi). Durante la formazione è stato seguito da famosi Chef quali Matteo Berti, Walter Masut, Alessandro Masia, Antonio Ranieri, Davide Comaschi, Danilo Freguja, Maurizio Santin. Ha concluso il percorso con uno stage presso la Patisserie dello chef Acherer Andreas unico membro non svizzero della prestigiosa Chaine Confisseur e membro dei Relais Desserts.

LE CINQUE VOCALI

Amore: significa tanta passione per questo mestiere, una dedizione senza limiti e un adeguato spirito di sacrificio.

Educazione: che vuol dire resettare. La materia prima. Chi ti insegna qualcosa. I collaboratori. L’ospite. La gente in generale. Le idee altrui. Insomma, non pestare i piedi.

Intraprendenza: ossia ambizione. Come preferite, ma sana. In altre parole dettata dall’intelligenza.

Obbedienza: ai Maestri. Alle stagioni. Alle regole. Quelle che ci insegnano e quelle che ci diamo da soli. Al nostro “sentire”.

Umiltà: prima per imparare. E poi anche nell’istruire, quando si è in grado di farlo, ma senza tiranneggiare. Condividere con gli altri soddisfazioni e delusioni. Le classiche gioie e dolori, alla fine. E i buoni risultati. Non sputare mai nel piatto in cui si mangia. Criticare, sì. Ma senza prevaricare. Senza offendere o umiliare.

– Davide Oldani –

Per maggiori informazioni

Contattaci

This is a unique website which will require a more modern browser to work!

Please upgrade today!